lunedì 25 gennaio 2010

Mamme con malattie genetiche o cromosomiche.

Dare alla luce un bimbo sano e bello è oggi un obiettivo più vicino anche per le coppie portatrici di malattie genetiche o cromosomiche. Una nuova diagnosi genetica pre-concepimento è stata infatti messa a punto da un’équipe di ricercatori romani dell’Università La Sapienza e del Laboratorio Menoma.
Consente di avere figli sani grazie a una selezione degli ovociti (e non degli embrioni, vietata dalla Legge 40), mettendo d’accordo etica e scienza.Il test è già disponibile, tanto che a Roma è nata la prima bimba, bella e soprattutto sana. Per saperne di più ci si può rivolgere al Laboratorio Genoma, numero verde 800-501651

martedì 19 gennaio 2010

La respirazione nel parto

Durante il travaglio arriva il momento in cui la futura mamma deve mettere in pratica le tecniche di respirazione e rilassamento apprese nel corso della gestazione.
All'inizio della prima fase delle doglie le contrazioni sono lievi e consentono di respirare profondamente.
Una delle funzioni più importanti dei corsi pre-parto è proprio quella di insegnare alle future mamme, quali siano le migliori tecniche di respirazione al fine di rendere il dolore più sopportabile.
Alcune delle metodologie illustrate prevedono l'aiuto del partner o della persona che assiste al parto anche se solitamente la donna sceglie di impiegare quelle modalità che non richiedono alcun aiuto esterno.Man mano che il travaglio procede le contrazioni si intensificano e con esse anche il dolore quindi viene spontaneo accelerare il ritmo del respiro.
Il primo esercizio da svolgere per prendere consapevolezza del proprio corpo è quello di appoggiare le mani sulla parte inferiore della pancia cercando di respirare il più lentamente possibile.
Bisogna inspirare in profondità, percepire le proprie narici che si dilatano filtrando l'aria per poi espirare attraverso la bocca sentendo il proprio addome gonfiarsi nell'inspirazione per poi abbassarsi nell'espirazione proprio come un'onda che prima giunge alla spiaggia e poi si ritira nuovamente nel mare.
Questo è senza dubbio l'esercizio migliore per sintonizzarsi con il proprio corpo ed in particolare con il proprio utero durante il travaglio e consente un buon rilassamento sin dai primi momenti.
Avventurandosi nelle contrazioni più forti invece si consiglia di accompagnare ognuna di essa con il respiro, nel momento in cui se ne percepisce il sopraggiungere ci si impegna in una sorta di profondo respiro di benvenuto per poi espirare piano piano.
Con l'allontanarsi della contrazione è importante espirare a fondo come se si stesse ripulendo il proprio corpo soffiando fuori la sensazione di dolore provata. Questa sorta di respiro di sollievo è importante perchè aiuta a rilassare il corpo tra una
contrazione e l'altra riposando la partoriente dopo lo sforzo appena eseguito e segnalando a chi assiste che quello è il momento migliore per comunicare con lei o per farle cambiare posizione.
Bisogna abituarsi a concepire il respiro come naturale anche in situazioni di sforzo, cercando di non opporsi al dolore ma di accompagnarlo respirando profondamente.
Quando le contrazioni raggiungeranno il proprio apice probabilmente la futura mamma sentirà la necessita di respirare con la parte alta del torace rendendo il respiro più rapido ma per forza di cose anche più superficiale per via dei brevi tempi tra una contrazione e l'altra.

Il post-parto

I disturbi che si manifestano dopo la nascita del bebè sono normali e destinati a sparire in breve tempo.
Il parto è, infatti, una grande "emozione", ma anche grande fatica per la mamma. E' normale che dopo aver partorito, la donna accusi oltre a un po' di stanchezza, anche qualche piccolo disturbo.
Nessun allarme però, sono inconvenienti destinati a sparire in breve tempo da soli e con l'aiuto di qualche piccola accortezza.
  • Uno dei disturbi che possono manifestarsi subito dopo il parto è il mal di testa. Durante la fase espulsiva, un'eccessiva tensione dei muscoli della nuca provoca la cosiddetta cefalea muscolo-tensiva, che può essere curata con l'assunzione di un analgesico. Il travaglio richiede un notevole dispendio di energie ed è normale che in questa fase l'organismo bruci il glucosio a disposizione. Questo può provocare il calo ipoglicemico, che può causare anche mal di testa. In questo caso basta fornire nuova energia all'organismo attraverso l'alimentazione (pane, fette biscottate, cereali).
  • In circa la metà dei parti viene praticata l'episiotomia, una piccola incisione del perineo che viene suturata subito dopo la nascita del piccolo. Quando viene meno la leggera anestesia effettuata prima di applicare i punti, la mamma può sentire fastidio, indolenzimento e un leggero bruciore. Ma tutto rientra nella norma. L'unica accortezza è quella di lavarsi usando saponi per l'igiene intima blandamente disinfettanti ed emollienti. Nel giro di qualche giorno i punti non si faranno più sentire.
  • Lo sforzo richiesto durante il travaglio affatica tutti i muscoli, quindi è normale sentirsi dopo il parto stanche e indolenzite. Chi subisce l'impegno più intenso è senza dubbio la schiena, i cui muscoli possono risultare doloranti anche dopo qualche giorno di distanza dal parto.

Per evitare questi disturbi, o almeno per alleviarli, preparatevi al parto con lo stretching, lo yoga o il nuoto. Queste attività allenano i muscoli ad allungarsi e a sopportare trazioni e stress prolungati, e inoltre abituano anche a una respirazione più regolare, utile durante le fasi del travaglio.

Lampade UVA in gravidanza

Andare al mare con il pancione potrebbe essere davvero una buona idea. Alcune mamme però pensano che fare qualche seduta dall'estetista per un lettino o una doccia abbronzante sia indispensabile per proteggersi dal rischio di eventuali scottature durante la successiva esposizione al sole. Non c'è niente di più falso perché questa convinzione, oltre che ad essere potenzialmente dannosa, non ha però nessun fondamento scientifico.
Le lampade UVA possono infatti favorire la comparsa del cloasma chiamato comunemente maschera gravidica caratterizzata dalla comparsa di brutte macchie scure sul volto. I
noltre a differenza degli UVA emessi dal sole, che agiscono colorando e sollecitando la produzione della melanica, gli UVA della lampade artificiali agiscono solo da abbronzante, non ispessiscono lo strato corneo, che è la parte più superficiale della pelle, e non riducono il pericolo di scottarsi.
La lampada non ha particolari controindicazioni durante la gravidanza. Ovviamente è bene non esagerare. Rimangono tutte le precauzioni che è buona norma seguire durante l’esposizione anche quando non si è in gestazione ( adeguata protezione della cute, esposizioni non troppo prolungate, assenza di patologie cutanee e non che possono essere esacerbate con la lampada solare e nel caso di gravidanza avanzata evitare la posizione supina per evitare bruschi cali di pressione).
Quando invece ci si espone al sole si deve sempre usare la giusta crema protettiva. Ricordiamoci poi che non bisogna mai eccedere nell'esposizione evitando le ore più calde della giornata dalle 11:00 alle 16:00.
Se proprio non riuscite a rinunciare ad una tintarella "artificiale" anche in dolce attesa, cercate di rispettare alcune norme base di sicurezza.
Accertatevi che le apparecchiature abbiano il marchio CE esposto che ne attesta la sicurezza e non fate mai più di una seduta a settimana. Evitate le docce solari che vi obbligano a stare in piedi per lungo tempo il che potrebbe procurarvi una momentanea perdita dei sensi.

martedì 12 gennaio 2010

L infertilità femminile

Quando ci si accorge di non riuscire ad avere un bambino, è fondamentale che la donna si rivolga a uno specialista in ginecologia o a un centro di riproduzione assistita.
Per la diagnosi il medico avrà bisogno di avere un quadro preciso della paziente che dovrà sottoporsi prima di tutto a un esame obiettivo manuale e successivamente a esami di tipo ormonale e ovulatorio.
Dopo avere definito i valori di queste indagini il medico potrà sottoporre la donna a due test: quello del muco cervicale ("mucus cervical score") e quello post-coito ("post coital test").

Il muco a metà del ciclo si dovrebbe presentare filamentoso, chiaro e abbondante. La presenza di muco scadente, durante l'esame del muco cervicale costituisce una barriera al passaggio degli spermatozoi.
Nel secondo test, che viene eseguito in fase ovulatoria, si possono ottenere informazioni sulla recettività del muco cervicale e sulla capacità degli spermatozoi di raggiungere e sopravvivere nel muco. Il rapporto muco/spermatozoi viene valutato attraverso la conta e la motilità degli spermatozoi presenti a livello vaginale e cervicale.
Durante la fase di indagine sulle ragioni della sterilità verrà anche effettuato il dosaggio di ormoni specifici: prolattina, gonadotropina e ormoni tiroidei.
Il medico potrà prescrivere altri esami di valutazione come l'isteroscopia, l'isterosonografia, la laparoscopia (consente la visione diretta delle ovaie, delle tube e della superficie esterna dell'utero attraverso una piccola incisione praticata nell'ombelico). Infine, la mappa cromosomica.

giovedì 7 gennaio 2010

La placca batterica bambini

Se i residui di alimenti non vengono rimossi con una pulizia regolare, possono dar modo ad alcuni batteri, come lo "Streptococco mutans", di formare la "placca".
Questa patina si fissa soprattutto sul colletto dei denti, estendendosi poi agli spazi tra loro e ai solchi dei molari.
La placca batterica non ha colore, essa è quindi difficilmente visibile da un occhio inesperto.
Il problema nasce dal fatto che la placca predispone alla carie e all'infezione delle gengive e comincia spesso ad accumularsi subito dopo l'inizio della dentizione.
E' buona regola quindi abituare al più presto il bambino alla pulizia quotidiana dei dentini.

All' inizio dovrete lavare i denti del vostro bambino due volte al giorno, prima cosa da fare il mattino, ed ultima da fare la sera.
Usate sempre uno spazzolino che sia stato progettato per questo scopo, che abbia una testina molto piccola e setole morbide.
Quando gli lavate i denti, usate lo spazzolino anche per massaggiare delicatamente le gengive. Quando vostro figlio diventerà più grande, non dovrete più spazzolare per lui i suoi denti, ma dovrete seguirlo perché inizi a sviluppare una tecnica corretta di spazzolamento.

Scottature ed ustioni

In casa bisogna prestare la massima attenzione per evitare che i piccoli entrino in contatto con i fornelli ed eventualmente usare le apposite protezioni per prevenire incidenti domestici e mettere in sicurezza l'ambiente in cui vive il bebé.
Ma come fare se il bimbo si scotta?
A seconda della gravità le ustioni possono essere di tre gradi:
  • Se di primo grado, la pelle appare soltanto arrossata; se di secondo, la cute si arrossa e compaiono bolle o segni di erosione; in caso di ustione di terzo grado, infine, la pelle è solcata da ulcere, ovvero ustioni profonde. Per un'ustione di primo grado o di secondo grado superficiale, basta applicare una crema a base di cortisone (prescritta dal pediatra o dal dermatologo), fino alla scomparsa dell'eritema.
  • Se invece il problema è più grave, nei casi di ustione di secondo grado profondo o di terzo grado, è indispensabile rivolgersi allo specialista. Possono verificarsi, infatti, complicanze a livello cutaneo, perché la cute ferita dall'ustione rischia di infettarsi. Nei casi più gravi non mancano problemi a livello sistemico, con febbre e/o scompenso idro-elettrolitico, cioè il bimbo perde liquidi e sali minerali. In entrambi i casi bisogna ricoverare il piccolo in ospedale.